Cervaro della Sala 2016

Clima

L’annata 2016, contraddistinta da un inverno con frequenti precipitazioni e da ripetuti e marcati abbassamenti di temperatura, è stata caratterizzata da una primavera non troppo mite. Le frequenti ma non abbondanti piogge tra la fine di aprile e la metà di giugno, nonostante gli importanti cali termici registrati nella prima decade di maggio, hanno favorito il precoce e vigoroso sviluppo vegetativo dello Chardonnay e del Grechetto. Il lieve anticipo iniziale delle fasi vegetative si è progressivamente riequilibrato nel mese di luglio. Un’estate calda con buone escursioni termiche tra il giorno e la notte ha favorito lo sviluppo delle componenti aromatiche delle due varietà. La raccolta dello Chardonnay per il Cervaro è iniziata nella terza decade di agosto seguita dalla vendemmia del Grechetto, di natura più tardivo di due settimane, che è terminata verso la metà di settembre.

Vinificazione

La cantina di vinificazione è costruita per sfruttare appieno il principio della gravità e consente la gestione delle uve e la loro macerazione senza che queste subiscano interventi meccanici derivati da azione di pompaggi sulle stesse. La raccolta delle uve viene svolta nelle primissime ore del mattino in modo da far giungere in cantina frutti integri e non stressati dalle alte temperature del giorno. I mosti provenienti da macerazione pellicolare delle uve a 10 °C per circa quattro ore, vengono trasferiti per caduta in serbatoi di decantazione dove illimpidiscono prima di essere trasferiti in barriques. É qui che avviene la fermentazione alcolica seguita da quella malolattica; quest’ultima determina i tempi di permanenza del vino in barriques. Solitamente dopo cinque mesi lo Chardonnay è pronto per essere trasferito di nuovo nei serbatoi ed assemblato con il Grechetto, che invece viene vinificato separatamente e in “assenza” di legno. Dopo l’imbottigliamento, il Cervaro della Sala rimane ad affinare in bottiglia per alcuni mesi nelle storiche cantine del Castello della Sala.

Note Degustative

Il Cervaro della Sala 2016, dal colore giallo paglierino brillante con alcuni riflessi verdolini, esprime note tostate, di agrumi e di frutti esotici con leggere sfumature burrose. Al palato spicca per freschezza, sapidità ed una piacevole persistenza. La sua giovinezza, già gradevole ed invitante, lascia intravedere un grande potenziale che si esprimerà appieno con il passare degli anni.

Premi all'Annata

James Suckling 97/100 USA Wine Advocate 95+/100 USA

Cervaro della Sala

Il Vino

Il nome Cervaro deriva dalla nobile famiglia proprietaria del Castello della Sala nel corso del XIV secolo: i Monaldeschi della Cervara. Uve Chardonnay unite ad una piccola parte di Grechetto per un vino pensato per affinare nel tempo e rappresentare l’eleganza e la complessità di un luogo unico. Il Cervaro della Sala è stato uno dei primi vini bianchi italiani a svolgere fermentazione malolattica ed affinamento in barriques con la prima annata nel 1985.

Cervaro della Sala

L’annata 2024 è stata caratterizzata da un inverno relativamente mite con precipitazioni nella norma, seguito da una primavera moderatamente piovosa che ha garantito una buona riserva idrica nel terreno. Le temperature primaverili, leggermente inferiori alla media, hanno determinato un germogliamento regolare e una crescita omogenea delle piante. La fioritura e l’allegagione dello Chardonnay sono avvenute verso la fine maggio, mentre per il Grechetto si sono verificate circa una settimana dopo, con un ritardo di 7 giorni rispetto alla media stagionale. Durante i mesi di luglio e agosto, il clima caldo e stabile, accompagnato da significative escursioni termiche tra il giorno e la notte, ha favorito una maturazione graduale e ottimale delle uve. La vendemmia è iniziata con lo Chardonnay nella terza decade di agosto e si è conclusa con il Grechetto 3 settimane dopo, verso la metà di settembre. Al momento della raccolta, le uve si presentavano in eccellente stato sanitario, perfettamente mature, con un buon equilibrio tra acidità, zuccheri e con un profilo aromatico particolarmente ricco e complesso.

La cantina di vinificazione è costruita per sfruttare appieno il principio della gravità e consente la gestione degli acini e la loro macerazione senza che questi subiscano interventi meccanici derivati da azione di pompaggi. La raccolta delle uve avviene nelle primissime ore del mattino in modo da far giungere in cantina frutti integri e non stressati dalle più alte temperature del giorno. I mosti, provenienti da macerazione pellicolare delle uve a 10 °C per circa quattro ore, vengono trasferiti per caduta in serbatoi di decantazione dove illimpidiscono prima di essere trasferiti in barrique dove avviene la fermentazione alcolica seguita da una parziale fermentazione malolattica. In febbraio lo Chardonnay è pronto per essere trasferito di nuovo in acciaio per unirsi con il Grechetto, che invece viene vinificato separatamente in assenza di legno. Successivamente il Cervaro della Sala affina per alcuni mesi in bottiglia.

Il nome Cervaro deriva dalla nobile famiglia proprietaria del Castello della Sala nel corso del XIV secolo: i Monaldeschi della Cervara. Uve Chardonnay unite ad una piccola parte di Grechetto per un vino pensato per affinare nel tempo e rappresentare l’eleganza e la complessità di un luogo unico. Il Cervaro della Sala è stato uno dei primi vini italiani a svolgere fermentazione malolattica ed affinamento in barrique con la prima annata nel 1985.

Cervaro della Sala 2024 si presenta con un colore giallo paglierino chiaro con riflessi verdognoli. Al naso si apre con note agrumate di pompelmo rosa accompagnate da sentori floreali di sambuco e camomilla; seguono delicati aromi di vaniglia, crema pasticcera e una tipica sfumatura minerale di pietra focaia, segno distintivo dello Chardonnay prodotto al Castello della Sala. Al palato è teso, elegante, e caratterizzato da note di mandorla tostata, pepe bianco e zenzero; la trama sapida è ben bilanciata dalla freschezza. Un’annata che si distingue per la precisione gustativa, capace di coniugare energia e finezza, confermando la vocazione del Cervaro della Sala a evolversi con grazia nel tempo.

Castello della Sala

Castello della Sala

Il Castello della Sala si trova in Umbria, a poca distanza dal confine con la Toscana, a circa 18 chilometri dalla storica città di Orvieto. Le terre del Castello, imponente maniero di epoca medievale, si estendono per 600 ettari, di cui 229 ettari piantati a vigna, ad un’altezza di 220 - 470 metri sul livello del mare, tra le dolci colline che caratterizzano la bella campagna di queste zone. Il suolo è tendenzialmente argilloso, calcareo, ricco di conchiglie fossili, con vigneti ben esposti alla levata del sole e con ottime escursioni termiche: quella del Castello della Sala è una zona altamente vocata alla produzione di bianchi. Una sola eccezione: il Pinot nero, trova in questo terroir le condizioni ideali per esprimersi al meglio.

Suolo

Suolo

Di origine pliocenica, ricco di fossili marini con alcune infiltrazioni di argilla.

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Programma sviluppo rurale
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